“Se elimini l’impossibile, quello che rimane per quanto improbabile, deve essere la verità”. La celebre frase di Talete di Mileto, adottata anche da Sherlock Holmes, è perfettamente adatta alla nostra riflessione.
La storia contemporanea (dal 1900 Rivolta dei Boxers), che prediligo, mi ha insegnato che le certezze e i ricorsi della storia predetti da Giambattista Vico, sono indicatori spesso fallaci e contraddittori.
Non ho mai avuto problema nella mia vita professionale e personale ad ammettere di avere sbagliato.
Certamente come affermò l’eminenza grigia in un noto film di spionaggio “non ti ho detto che era impossibile, ma che era improbabile”, non avrei immaginato ciò che è realmente avvenuto.
Invece di spianare l’Ucraina in una settimana o al massimo in dieci-quindici giorni, la Russia non è riuscita ad annettere neanche l’intero Donbass dopo 51 mesi: adesso le sanzioni e le ricadute negative di un’economia trasformata in “economia di guerra” sono sintomi visibili di una latente involuzione economica-finanziaria-industriale che avvolgerà nel medio-lungo periodo l’intero sistema.
Pertanto aveva ragione Giorgia Meloni, oltre a Mario Draghi, all’UE, alla Nato, ai vari leaders occidentali sulla debolezza militare-strategica di una Russia che ha gradualmente perso i suoi alleati Siria, Venezuela, Iran, Cuba e si è dovuta affidare al Dragone cinese per sopravvivere.
Ancora una volta la soluzione della politica estera per mascherare le difficoltà interne è stata la pietra tombale di aspirazioni egemoniche e ambizioni imperiali: alcuni esempi… il Terzo Reich e il Giappone della seconda guerra mondiale pensarono di liberarsi dalla rispettiva dipendenza energetica-industriale con l’allargamento della propria sfera di influenza e furono costretti alla resa incondizionata, le giunte militari Grecia (1974) e Argentina (1982) invasero Cipro e le isole Falkland per recuperare il favore popolare, ma subirono sconfitte militari che decretarono la fine del loro potere, nel caso della Russia, Vladimir Putin artefice di un disastro geopolitico senza precedenti.
Salvatore Occhiuto
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