Ben venga la decisione del Prefetto di non concedere l’autorizzazione al concerto di Kanye West, molto meno comprensibile il diniego al concerto di Travis Scott.
Di certo questa vicenda lascia profonde ferite alla città, desta fortissime perplessità sul ruolo di questa amministrazione locale e pone seri interrogativi per il futuro.
Fin da subito noi ci siamo opposti alla presenza a Reggio del rapper statunitense per le sue note esternazioni antisemite e i suoi inni al nazismo ed è questo il motivo per cui abbiamo proposto e ottenuto il sostegno alla interrogazione parlamentare di Azione.
Ora il provvedimento del Prefetto di Reggio Emilia sembra aver tolto diversi soggetti da un grande imbarazzo.
Ma nel cercare di comprendere il motivo dell’abbinamento di tutti e due i concerti in un unico destino (Travis Scott non c’entra nulla con le esternazioni inaccettabili di Kanye West) ci poniamo diverse domande.
Quali sono gli effetti economici di questo annullamento?
Perché l’amministrazione non ha chiesto per tempo di conoscere il piano finanziario su cui avrebbe dovuto reggersi questa iniziativa?
Chi pagherà i danni e chi rimedierà alle aspettative del territorio e del tessuto economico che avrebbe tratto indubbi benefici se l’organizzazione fosse stata all’altezza?
La brutta figura anche a livello internazionale è evidente e non sarà facile recuperare credibilità per il futuro.
Un’ultima considerazione riguarda la necessità di prendere atto che eventi di questa portata, seppur gestiti da soggetti privati, coinvolgono servizi e attività dell’intera città e devono trovare la collaborazione attiva e fattiva della amministrazione locale, non invece lavaggi di mani o, peggio, silenti condizionamenti di natura politica.
E qui la colpa è grave.
Giovanni Tarquini Carmine Migale Matteo Marchesini
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