Che qualcosa si stia muovendo era nell’aria, ma l’intervento di Carpineti Civica ha comunque fatto rumore.
Non tanto per i contenuti. che ricalcano, punto per punto, le criticità da noi denunciate da mesi. quanto per il fatto che a pronunciarli sia un amministratore dichiaratamente di area progressista.
Fogli ha raccolto l’invito a “farsi avanti” rivolto agli amministratori pubblici nel nostro ultimo articolo e lo ha fatto senza risparmiare nulla: un elenco preciso, quasi chirurgico, dei fattori che hanno trasformato l’ASC Appennino Reggiano in un caso politico e amministrativo.
Chi segue questa vicenda conosce già i numeri che abbiamo diffuso: oltre cinque milioni di costi annui, un Consiglio di Amministrazione che da quattro anni attende di essere nominato, bilanci presentati sistematicamente fuori tempo massimo, un Bilancio di previsione 2026 che, a metà anno, non è nemmeno stato annunciato.
A questo si aggiunge il curriculum del vertice aziendale non pubblicato, in violazione delle norme sulla trasparenza, e un percorso professionale che resta avvolto nel mistero.
In questi mesi abbiamo raccontato tutto con documenti alla mano, e non sono mancati momenti amari.
Come quando una persona stimata ha dichiarato pubblicamente di non voler leggere le nostre denunce “perché siamo di destra”, invitando altri cittadini a fare lo stesso.
Ce ne faremo una ragione, ma oggi, che le stesse identiche critiche arrivano da un ex candidato sindaco del PD, amministratore esperto e tutt’altro che sospettabile di simpatie destrorse, forse qualcuno dovrebbe fermarsi un momento a riflettere.
Perché, caro amico del crinale, la trasparenza non ha colore politico.
La correttezza amministrativa non è un valore di parte.
Il rispetto delle norme non appartiene a una bandiera.
La buona gestione della cosa pubblica non è né di destra né di sinistra: è semplicemente buona gestione.
E quando questi principi vengono calpestati, chiunque li difenda, da qualunque lato provenga, merita ascolto, non sospetto.
Se continuiamo a giudicare le denunce in base alla provenienza politica di chi le formula, e non in base ai fatti che portano alla luce, allora sì: continueremo a essere settari.
E perderemo di vista ciò che davvero conta, ovvero costruire un lavoro comune per il benessere della montagna e dei montanari.
Perché i problemi dell’ASC non sono un argomento da tifoseria: sono un nodo amministrativo serio, che riguarda servizi essenziali e risorse pubbliche.
E quando anche la sinistra inizia a dirlo apertamente, forse è il momento di smettere di guardare le etichette e iniziare a guardare la realtà.
Mirco Pizzino Coordinatore Fratelli d’Italia Castelnovo Monti e Carpineti
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