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POLITICA

MARCO PIZZINO (FRATELLI D’ITALIA) “ASC SENZA UNA BUONA AMMINISTRAZIONE SI INDEBOLISCE L’INTERO SISTEMA ISTITUZIONALE DELLA MONTAGNA”

Per mesi il Partito Democratico della montagna ha risposto in maniera pressapochista alle nostre critiche rivolte alla gestione dell’ASC Appennino Reggiano.

Oggi, invece, tace, e quel silenzio pesa più di qualsiasi replica.

L’Azienda Speciale Consortile, sei milioni di euro di bilancio, servizi essenziali per tutti i comuni dell’Appennino, un ruolo strategico nella rete socio‑assistenziale, continua a operare senza un Consiglio di Amministrazione nominato, senza trasparenza sui curricula dei dirigenti, con bilanci presentati con mesi di ritardo e con un assetto di potere che, secondo noi e numerosi amministratori, risulta tutto in quota al Comune di Castelnovo ne’ Monti.

All’inizio, il PD locale aveva reagito con forza.

Un comunicato vibrante, quasi indignato, difendeva le scelte del proprio sindaco di Castelnovo e Presidente dell’Unione dei Comuni, accusando i critici di alimentare polemiche strumentali, ma poi, qualcosa si è incrinato.

Quando le denunce hanno iniziato a riportare nomi, ruoli e responsabilità, tutti riconducibili all’area del PD e dintorni, le difese si sono fatte più deboli, fino a scomparire.

Che cosa è successo?

Secondo diversi osservatori, più di un amministratore democratico sarebbe rimasto spiazzato nel constatare l’opacità della gestione e l’egemonia Castelnovese sull’intero sistema dell’ASC.

Una situazione che, come ha ricordato anche Patrick Fogli, già candidato sindaco del PD, quindi non certo sospettabile di simpatie destrorse, mina la credibilità dell’ente e la fiducia dei cittadini.

La questione non riguarda simpatie o antipatie, né appartenenze di partito.

Riguarda il funzionamento di un ente pubblico che gestisce servizi fondamentali per migliaia di persone.

Riguarda la trasparenza, la partecipazione democratica, la correttezza amministrativa.

E riguarda anche il futuro dell’Unione dei Comuni: la percezione di una gestione “blindata da una sola Amministrazione” sta alimentando malumori, spinte centrifughe e ipotesi di internalizzazione dei servizi da parte di alcuni municipi.

Una frattura che rischia di indebolire l’intero sistema istituzionale della montagna.

Di fronte a questo scenario, la politica locale, di destra, di sinistra e civica, pone interrogativi semplici, diretti, inevitabili, già elencate da Fogli: bilanci in ritardo: vi sta bene che vengano presentati con mesi di scarto? 

CDA non nominato: vi sta bene che un ente da milioni di euro sia senza governance formale da anni? 

Trasparenza assente: vi sta bene che i curricula dei dirigenti non siano pubblicati? 

Squilibrio di potere: vi sta bene che i soldi siano di tutti ma il controllo di uno solo? 

Domande senza risposta: vi sta bene che alle richieste di chiarimento non arrivi alcuna replica? 

Collaborazione negata: vi sta bene che si invochi collaborazione a parole e la si neghi nei fatti?

Sono domande che non possono restare sospese.

Non per chi amministra, non per chi paga i servizi, non per chi vive la montagna ogni giorno.

La vicenda dell’ASC Appennino Reggiano non è un derby politico, è un tema di buon governo.

E quando anche una parte del PD, quella più attenta, più autonoma, più sensibile alla legalità amministrativa, inizia a manifestare disagio, significa che il problema non è più confinabile.

Per rispetto dei cittadini, dei sindaci e della stessa credibilità delle istituzioni, una risposta chiara è ormai indispensabile.

Il silenzio, oggi, non è più un’opzione.

Mirco Pizzino Coordinatore Fratelli d’Italia Castelnovo Monti e Carpineti

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