L’approvazione alla Camera del Piano Casa rappresenta una risposta concreta a un bisogno sempre più diffuso.
La scelta del Governo è quella di recuperare il patrimonio edilizio esistente, a partire da molti immobili realizzati negli anni Cinquanta e oggi inutilizzati o sottoutilizzati, rigenerando zone degradate delle città e offrendo nuove opportunità abitative senza consumare il suolo.
Il provvedimento guarda anche a chi svolge un servizio essenziale per la collettività e spesso incontra difficoltà nel trovare una casa: insegnanti, personale sanitario, forze dell’ordine, giovani coppie, studenti fuori sede e padri separati.
Si aiutano anche quei cittadini che non hanno i requisiti per accedere all’edilizia popolare ma che, allo stesso tempo, non riescono a sostenere i costi del libero mercato: per questi c’è l’edilizia sociale.
Attenzione anche ai soggetti deboli e con disabilità oltre che ai programmi di coabitazione intergenerazionale.
Allo stesso tempo, gli interventi di recupero e riqualificazione hanno la capacità di mettere in movimento l’economia, sostenendo il settore dell’edilizia e l’intera filiera collegata.
In Emilia-Romagna si stima che siano almeno 5 mila gli alloggi oggi non utilizzabili: recuperare anche solo una parte di questo patrimonio significherebbe dare in tempi rapidi una risposta concreta a migliaia di cittadini che attendono una casa.
Per anni si è parlato del problema senza affrontarlo davvero, ma oggi, grazie al Ministro Salvini, si sceglie la strada dei fatti e del recupero di ciò che già esiste.
Laura Cavandoli parlamentare della Lega
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