Interrogazione a risposta scritta:
Al Ministro dell’Economia e delle Finanze e al Ministro dell’Interno
(testo integrale)
Premesso che
numerose sono le criticità emerse relative al centro sociale “Laboratorio AQ16” di Reggio Emilia, emerse con forza a marzo 2026 e denunciate da tempo dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia: dalla natura abusiva della sua occupazione da oltre 23 anni nello stabile comunale di via Fratelli Manfredi, alla mancanza di titoli edilizi e agibilità, solo per citarne le principali;
per oltre due decenni si è consentito, nell’indifferenza dell’amministrazione locale, che in un immobile pubblico venissero organizzati eventi pubblici a pagamento, concerti e somministrazioni di alcolici, in assenza di qualunque titolo giuridico, autorizzazione o certificazione prevista per legge;
è lo stesso comune ad aver confermato la totale abusività del centro sociale, rispondendo alla richiesta di chiarimenti avanzata da Fratelli d’Italia: “Per quanto riguarda la gestione degli spazi non risultano agli atti provvedimenti contratti o convenzioni che disciplinano l’uso degli immobili. Né esiste documentazione che attesti un titolo di disponibilità in capo al Comune e non sono stati stipulati accordi formali, protocolli o convenzioni. Il municipio non ha erogato contributi finanziari, né fornito forme di sostegno diretto o indiretto come il pagamento di utenze, interventi di manutenzione o agevolazioni di alcun tipo”, specificando, peraltro, che “dalle verifiche effettuate nell’area, non risultano rilasciati titoli abilitativi, certificazioni di agibilità e neppure sono presenti certificazioni di prevenzione incendi così come istanze per licenze di pubblico spettacolo né per la vendita di somministrazione di alimenti o bibite”;
per quanto consta all’interrogante, nel corso di un sopralluogo effettuato nel gennaio 2026 veniva accertato che l’immobile era utilizzato per attività di aggregazione con presenza di area bar, impianti audio, attività musicali e una palestra, in assenza di verifiche e certificazioni. Venivano riscontrate numerose criticità sotto il profilo della sicurezza, tra cui la presenza di materiali non certificati, carenze nelle vie di fuga, sistemi di blocco delle porte tagliafuoco, assenza di adeguata illuminazione di emergenza e mancanza di presidi antincendio;
gli stessi tecnici comunali avevano indicato espressamente all’Amministrazione comunale la necessità di sospendere, in via cautelativa, le attività aperte al pubblico, effettuare radicali interventi di messa a norma, ma, nonostante tali evidenze, le attività all’interno dei locali sarebbero proseguite con lo svolgimento di iniziative e spettacoli aperti al pubblico;
la stessa relazione tecnica del 20 marzo 2026 ha ulteriormente confermato la gravità della situazione, evidenziando impianti non conformi, assenza di documentazione tecnica, sistemi di sicurezza inadeguati e la necessità di un intervento radicale di messa a norma;
in sostanza, il comune di Reggio Emilia, perfettamente a conoscenza dello stato dei luoghi e delle problematiche relative a tale occupazione, tollera da anni una situazione di abuso che, oltre a costituire un grave pericolo per l’incolumità pubblica, potrebbe integrare profili di danno erariale, derivante dalla mancata riscossione di canoni, dal deterioramento dell’immobile e dai costi che ricadranno sui cittadini per la sua messa a norma, già segnalati alla competente procura presso la Corte dei Conti;
di quali elementi dispongano i Ministri interrogati per fare chiarezza sulla vicenda in premessa e quali urgenti iniziative di competenza anche tramite i servizi ispettivi di finanza pubblica, intendano adottare per garantire il ripristino della legalità e la tutela del patrimonio pubblico, anche al fine di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica e alla luce dell’aggravamento dello stato manutentivo dello stabile pubblico e della conseguente necessità.
Gianluca Vinci parlamentare Fratelli d’Italia
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