In risposta alle dissennate motivazioni con le quali AVS cerca di giustificare la sua incivile assenza al minuto di silenzio in memoria del Cardinale Camillo Ruini, precisiamo che per noi la vera democrazia è la capacità di indirizzare ad un unico fine le diversità creative dei cittadini.
Merita quindi il minuto di silenzio non chi ottiene l’unanimità di consensi (che sarebbe dittatoriale) ma chi con onestà, coerenza e passione mette in gioco i propri valori per il bene di tutta la comunità.
Questo è avvenuto al massimo grado nel caso del cardinal Ruini che quindi merita ben più di un minuto di silenzio, e al quale ci rivolgiamo come modello per noi e per i nostri figli.
La loro è stata una scelta inaccettabile motivata da argomentazioni pretestuose e apertamente ideologiche, che rivela il vero volto di un partito che non tollera la memoria di chi ha difeso con coerenza i valori fondanti della civiltà cristiana e dell’identità e della storia italiana.
Il Cardinale Ruini non è stato solo una delle figure più autorevoli della Chiesa italiana del dopoguerra, ma anche un figlio illustre della nostra terra emiliana e sempre legato alle radici profondamente cattoliche di questa regione.
L’unanime cordoglio e ricordo di ogni figura politica e istituzionale del nostro paese lo rendono degno del ricordo in Consiglio Regionale, che piaccia o no ad AVS.
E riguardo alla difesa dei diritti civili, l’attacco di AVS non solo è moralmente inaccettabile, ma i colleghi mettono anche in mostra tutta la loro ignoranza costituzionale: Ruini ha difeso tutti i diritti previsti dalla Costituzione, negli art dall’1 al 12 e dal 13 al 28.
Il resto, è frutto della loro ideologia.
Il minuto di silenzio non è un atto di parte: è un gesto istituzionale di rispetto verso una personalità che ha servito la Chiesa e l’Italia con altissima dignità.
Pretendere di “disciplinare” questo strumento per escludere figure “non condivise” dalla propria ideologia è un tentativo autoritario di riscrivere la memoria collettiva e di cancellare le radici cristiane dalla vita pubblica.
È la stessa logica che porta a considerare “patrimonio condiviso” solo ciò che si conforma al pensiero unico progressista.
Fratelli d’Italia è accanto a chi, in Emilia-Romagna e nel Paese, non accetta che il rispetto per una grande figura della fede venga subordinato a calcoli ideologici di parte.
La nostra regione merita di più da chi siede in Assemblea Legislativa: merita rispetto per le sue radici, non lezioni di laicismo selettivo da parte di chi combatte la Chiesa ma non contrasta le minacce reali alla nostra identità.
Alessandro Aragona
Coordinatore Provinciale Fratelli d’Italia Reggio Emilia
consigliere comunale Reggio Emilia
consigliere regionale Emilia-Romagna
La sua era una presenza consapevole e coerente della Chiesa nel dibattito pubblico, come le spetta costituzionalmente per l’articolo 19.
Queste loro ridicole giustificazioni secondo cui Ruini sarebbe stato “troppo politico e divisivo” legato alla difesa della vita, della famiglia naturale e della procreazione responsabile, sono la prova lampante della loro intolleranza.
Per Alleanza Verdi e Sinistra, la Chiesa cattolica è “divisiva” ogni volta che difende la verità sull’uomo, sulla vita dal concepimento e sulla famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna.
Lo stesso partito, invece, non ha alcuna difficoltà a promuovere un multiculturalismo dissennato che sta diffondendo ideologie islamiste incompatibili con i diritti delle donne, la libertà religiosa e i principi democratici.
Letizia Davoli consigliere comunale
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