sito web di informazione a cura di Salvatore Occhiuto libero operatore della comunicazione

POLITICA

GIOVANNI TARQUINI (REGGIO CIVICA) “L’INCIDENTE STRADALE DI VIA ZANICHELLI UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA”

Quello di via Zanichelli è un disastro stradale annunciato.

IL GUAIO SONO GLI INCROCI SEMAFORICI CON ATTRAVERSAMENTO CICLOPEDONALE CONTEMPORANEO CON I VEICOLI A MOTORE.

In tutti i paesi civili dove c’è veramente attenzione ai pedoni e ai ciclisti gli incroci vengono attraversati sempre a veicoli a motore completamente fermi.

Il verde sulle strisce pedonali e sulle ciclabili è sempre disgiunto dal verde semaforico per i veicoli a motore.

È il momento di cambiare le cose anche qui.

Questo tragico incidente ripropone il tema delicatissimo della sicurezza stradale per gli utenti più fragili: dire ciclisti e pedoni, bambini e anziani.

La dinamica è purtroppo ricorrente.

Già altre volte sono accadute disgrazie simili a questa, vale a dire a seguito di affiancamento all’incrocio di un mezzo pesante che svolta a destra con un ciclista che, fermo al semaforo di fianco al lato destro dell’autocarro, sconta il fatto di trovarsi, allo scattare del verde, proprio sulla traiettoria del mezzo pesante e in un punto di difficile visibilità.

Il tema di riflessione però deve essere allargato alla realizzazione ormai in sempre più parti della città di percorsi ciclabili dedicati.

Fuori o dentro al cosiddetto progetto Bici Lab.

Aree che dovrebbero garantire più sicurezza, ma abbiamo visto che non è così.

Prima di tutto, se le dimensioni della pista ciclabile riducono quelle della corsia ordinaria non servono praticamente a nulla, anzi, aumentano la condizione di grave rischio per il soggetto fragile di essere attinto da autovetture o mezzi pesanti ingombranti.

In secondo luogo, è evidente il diffuso stato di abbandono di dette piste ciclabili.

Non è sufficiente realizzarle pennellando strisce bianche e sagome di biciclette e prendersi così il merito di agevolare la mobilità con incentivazione dell’uso della bicicletta.

Bisogna realizzarle bene, dedicare loro il giusto spazio e un percorso adeguato e fare costante manutenzione.

Non si fanno per moda o propaganda, ma perché si crede veramente nella loro utilità, che non può mai cedere di fronte al bene della salute e integrità delle persone, tanto più se si tratta di piccole vite come in questo tristissimo ultimo caso.

Giovanni Tarquini Capogruppo di Reggio Civica

Lascia una risposta