Che disastro la vicenda dei concerti estivi all’Arena Campovolo.
L’ennesimo disastro.
Ora tutti scappano.
Gli eventi prima programmati e poi miseramente svaniti avrebbero avuto un impatto notevole sul territorio e sul tessuto economico cittadino ed è quella aspettativa, da alcuni desiderata e da altri contrastata per le già note criticità in termini di circolazione e sicurezza, che è svanita sotto una strana cortina fumogena.
E chi pretende a buon diritto di sapere e di capire si ritrova un muro di nebbia, quello che un tempo avvolgeva la nostra città ora invece ammanta soltanto le stanze del potere, politico ed economico reggiano.
Ma quei poteri, non ancora meglio identificati, sappiano che c’è chi non si rassegna e chiede chiarezza.
È arrivato il momento di ricostruire gli errori e di dare un nome ai responsabili poiché è chiaro a tutti che qualcuno ha sbagliato, e di grosso.
Gli amministratori pubblici, che hanno partecipato con moti di entusiasmo alla famosa e roboante conferenza stampa con cui è stato proclamato alla città e al paese intero che questa estate saremmo diventati il centro della musica internazionale, ora devono dare spiegazioni.
Se non lo fanno e addirittura rifiutano il dibattito pubblico e democratico, come quello che dovrà svilupparsi davanti alla Commissione comunale appositamente richiesta dai partiti di opposizione e convocata per venerdì 12 giugno, favorendo di fatto anche l’assenza dei diversi e importanti soggetti imprenditoriali che hanno contribuito a ridurre così la reputazione della città, allora si dovranno trovare soluzioni diverse.
Aggiungete pure questo ennesimo fallimento a tutti gli altri di cui siete stati artefici negli ultimi anni e tornate da dove siete venuti, vale a dire nelle peggiori stanze dei partiti di sinistra.
Giovanni Tarquini Capogruppo di Reggio Civica
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