Le dichiarazioni del sindaco Massari sull’annullamento dell’intero festival alla RCF Arena rappresentano probabilmente l’aspetto più grave e sconcertante di tutta questa vicenda.
Di fronte a uno dei più clamorosi fallimenti organizzativi e politici degli ultimi anni, il sindaco si limita infatti a dichiarare di “prendere atto della scelta degli organizzatori” e a manifestare il proprio “rammarico”, come se fosse un semplice spettatore estraneo ai fatti.
È una posizione francamente INACCETTABILE.
Massari non è un osservatore esterno perchè è il sindaco della città che per mesi ha presentato e sostenuto pubblicamente questo evento.
È il primo responsabile politico dell’immagine di Reggio Emilia.
È colui che avrebbe dovuto vigilare affinché un’iniziativa di tale portata venisse costruita su basi solide e credibili.
Oggi, invece, tenta di scomparire dalla scena e di scaricare tutto sugli organizzatori.
Troppo comodo dopo che per mesi l’amministrazione comunale ha accompagnato questa operazione con entusiasmo, dichiarazioni pubbliche e promesse di ritorni straordinari per la città.
Quando però il castello è crollato, improvvisamente il Comune non c’entra più nulla e il sindaco si limita a “prendere atto”.
No, sindaco.
Lei non deve prendere atto.
Lei deve spiegare ai cittadini come sia stato possibile arrivare alla cancellazione completa di un festival internazionale dopo mesi di annunci trionfali.
Deve spiegare agli operatori economici che avevano investito sull’arrivo di decine di migliaia di persone perché oggi si ritrovano con prenotazioni cancellate e incassi svaniti.
Deve spiegare perché Reggio Emilia è finita al centro delle cronache nazionali per l’ennesima figuraccia.
Ancora più sorprendente è leggere che “occorreranno cambiamenti e maggiori sinergie per superare errori e difficoltà”.
Errori?
Quali errori?
Di chi?
Quando sono stati rilevati?
Chi ne risponde?
Perché se oggi si ammette l’esistenza di errori, significa che qualcuno ha sbagliato.
E se qualcuno ha sbagliato, il sindaco non può limitarsi a prendere atto e a convocare tavoli.
Deve assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto.
La verità è che questa amministrazione continua a dimostrare un modello di governo sempre uguale: grande enfasi negli annunci, grande esposizione mediatica quando ci sono fotografie e titoli sui giornali, totale assenza di responsabilità quando emergono i problemi.
Si annuncia.
Si celebra.
Si promette.
Poi tutto fallisce e nessuno è responsabile.
Il festival viene cancellato integralmente, la città subisce un danno economico e reputazionale enorme e il sindaco risponde con un burocratico comunicato nel quale prende semplicemente atto degli eventi.
È l’immagine perfetta di un’amministrazione che subisce i problemi invece di governarli.
Oggi non serve un tavolo.
Oggi servono verità, trasparenza e assunzione di responsabilità.
Perché una città non può essere amministrata a colpi di slogan, conferenze stampa e annunci ad effetto.
E perché Reggio Emilia merita molto di più di un sindaco che compare quando ci sono i successi da rivendicare e scompare quando arrivano i fallimenti da spiegare.
Cristian Paglialonga Capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio Comunale di Reggio Emilia
Lascia una risposta