Coalizione Civica denuncia la bocciatura, da parte di Pd e alleati, della proposta presentata in Consiglio comunale per inserire un obiettivo trasversale e misurabile di riduzione del 10% delle spese per consulenze nei prossimi tre anni, con verifica annuale e possibilità di adeguamento alle necessità.
La proposta chiedeva di rendere questo obiettivo un mandato chiaro per le partecipate e gli enti del “modello di governance” comunale, inserendolo esplicitamente nelle schede di programmazione.
Commentano Fabrizio Aguzzoli e Dario De Lucia: “La reazione in aula è stata indicativa: anche solo proporre di rivedere lo stato delle cose ha generato reazioni alterate dai banchi della maggioranza, come se mettere un obiettivo minimo di contenimento fosse un attacco e non una normale scelta di buon governo. Il messaggio che passa è preoccupante: IL SISTEMA VA GARANTITO, e la spesa per consulenze viene trattata come intoccabile. Il tema è semplice: negli anni le consulenze non solo aumentano, ma appaiono spesso ricorrenti sulle stesse figure e sulle stesse mansioni. Se le necessità sono strutturali e persino in crescita, allora è legittimo chiedersi perché non si investa di più in procedure pubbliche trasparenti e in opportunità aperte a tutti, invece di alimentare un circuito ripetuto di affidamenti “fiduciari. Se le esigenze sono stabili, la risposta non può essere un aumento continuo di esternalizzazioni: serve rafforzare la macchina comunale e le competenze interne”.
Secondo quanto riportato da un quotidiano locale, nel primo anno e mezzo di mandato Massari la spesa per consulenze del solo Comune avrebbe raggiunto circa 370.000 euro.
Aggiungono De Lucia e Aguzzoli: “Un obiettivo del 10% sulle partecipate sarebbe stato un segnale di governo elementare e utile, anche alla luce di casi dove l’ente ha già pagato caro, negli anni, alcune operazioni (come STU Reggiane). In più, dalla nostra elaborazione, che ci siamo offerti di fornire all’Assessore Prandi e al Sindaco Massari, rallentare il ritmo delle consulenze porterebbe un risparmio per l’ente superiore a 150.000 euro , risorse che potrebbero essere impiegate su personale, formazione, riorganizzazione degli uffici e rafforzamento del pubblico, invece di continuare a esternalizzare funzioni ripetitive. La credibilità del Comune passa anche dalla capacità di controllare la spesa, rendere gli affidamenti trasparenti e investire sulla macchina pubblica. Un obiettivo del -10% non è estremismo: è buon senso amministrativo”.
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