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REGGIO

NELLA CITTA’ DELLE PERSONE KAZI HA PERSO LAVORO E CASA

Una situazione davvero INACCETTABILE, INTOLLERABILE, INCIVILE.

Ma è successo: nella cosiddetta “Città delle Persone” Kazi ha perso dopo il lavoro, anche la casa.

Una situazione denunciata mesi fa da Dario De Lucia, consigliere comunale di Coalizione Civica, che non è stata tuttavia “presa a carico” dalle istituzioni e dagli enti di competenza.

Un’intera famiglia marito, moglie, tre figli in mezzo ad una strada, come già accaduto purtroppo a tanti italiani e tanti stranieri.

Perchè le sperequazioni sociali non hanno differenze etniche, sociali, religiose in una società dove individualismo, menefreghismo, scaricabarile procedurale sono regole quotidiane.

Esistono varie catene di assistenza e solidarietà, encomiabili, attive tutto l’anno, che non possono risolvere l’enorme URGENZA (non emergenza) della BOMBA SOCIALE.

Kazi è arrivato nella nostra città nel 2007, ha regolare cittadinanza, ha lavorato fino al licenziamento dell’estate 2025 per l’ennesima riorganizzazione aziendale oramai consuetudine nel territorio emiliano, ha figli che frequentano la scuola con ottimo profitto, ha cercato subito un nuovo impiego senza fortuna.

“Con un ISEE sotto gli 8000 euro e tre figli, Kazi dovrebbe poter accedere agli strumenti di sostegno e all’edilizia residenziale pubblica: ho interessato gli uffici comunali e chiesto una soluzione urgente: un alloggio ponte, una casa popolare, qualsiasi strumento utile a evitare che tre minori vivano il trauma di uno sfratto senza alternative; non possiamo parlare ogni giorno di integrazione, scuola, famiglia e poi lasciare sola una famiglia così nel momento più difficile. Non servono SLOGAN, bensì una SOLUZIONE”. Questo l’accorato appello di Dario De Lucia finora inascoltato.

La Reggio solidale, tanto decantata e magnificata a liturgia laica, se esiste ancora, batta un colpo!

Salvatore Occhiuto

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